Uno spreco di carta

Questo libretto intitolato “Lo spreco alimentare”, preso durante un viaggio (fig. 1), dovrebbe insegnare, ai nostri figli e a noi, il valore del cibo (e il fatto che non debba essere sprecato, appunto). In uno dei giochi da fare, ci si chiede di indicare la corretta destinazione dei rifiuti: compostaggio o immondizia? Tra i “rifiuti” appare anche una bella pagnotta! (Fig. 2, pag. 20 dell’opuscolo, identificata col n.3.)

Verrebbe da pensare: c’è il trucco! Altro che compostaggio o immondizia: la pagnotta me la mangio!…

Purtroppo no, la soluzione è impietosa: la pagnotta va nel compostaggio (fig. 3, in basso a destra)!

La quarta di copertina (fig. 4) ci lascia però con delle belle parole: Lottiamo tutti insieme contro lo spreco alimentare. E di carta, aggiungerei.

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Booklet 03

Booklet 04

Titolari di titoli

Da wikipedia: Il titolo di grande maestro internazionale, o più semplicemente grande maestro, è il riconoscimento più alto che possa essere attribuito ad un giocatore di scacchi dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE). Si tratta di un titolo a vita, spesso abbreviato con GM. Vedi qui.

Ben lo sa Mesgen Amanov. Lo sa così tanto bene che nel video in cui pubblicizza le sue lezioni di scacchi, ha fatto diventare il titolo parte del suo nome. Nei primi secondi del video si sente infatti: My name is “grandmaster Mesgen Amanov” (Il mio nome è “grande maestro Mesgen Amanov”). Un po’ come se Mario Rossi, felice di aver raggiunto il diploma da ragioniere, andasse in giro presentandosi così: Salve, mi chiamo ragioner Mario Rossi. (Il che non deve trarre in inganno: in ambiti lavorativi presentarsi col titolo è accettabile, ma con forme tipo “Sono il ragionier Mario Rossi” e non “Il mio nome è…”)
La posa finale a braccia incrociate e il suo sguardo sono la ciliegina sulla torta!

Avverbi

Così come si dice un accesso d’ira e non un eccesso d’ira, poiché non esiste un livello di ira accettabile socialmente, livello oltre il quale l’ira può diventare eccessiva, così non dovrebbero esistere cose vietate più e cose vietate meno. Se una cosa è vietata, è vietata, punto e basta. Indipendentemente cioè dall’entità della sanzione che la violazione dovrebbe comportare.

Quindi non esiste una ragione per specificare che alcune cose non sono solo vietate, ma sono severamente vietate. Come a dire che le cose non vietate severamente sono… un po’ meno vietate, che violare le norme non severamente vietate è un po’ come non dare fastidio a nessuno. Come se la tolleranza, con il suo lungo occhio, ci potesse vedere e, con una carezza sulla testa, ci dicesse: “Su, su… non è così grave, non è successo niente. Non era severamente vietato. Si poteva praticamente fare, dai”.

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Avere le idee chiare

Proviamo a immaginare cosa possa essere successo durante la creazione di questo volantino:
– Dai, teniamo aperto tutti i giorni, e a pranzo e a cena! (sic)
– Va bene… anzi no, dai, domenica ci sono le partite, teniamo aperto solo a cena
– Giusto! E il martedì c’è Zumba, quindi teniamo chiuso anche il martedì!
– Bella là! Stampo?
– Vai! Aspe, c’è scritto mertedì!
– Troppo tardi!…

Assodipicche

Retroimbarazzante

Resto alquanto sorpreso dal fatto che ancora nessuno abbia segnalato agli amici di Fox Retro che la pronuncia di Retro non è rétro ma retrò. Detto come lo dicono loro, cioè come si scrive, pare a tutti gli effetti che il network ci stia offrendo il… posteriore. Ma la pronuncia è tutt’altra storia.

Dalla Treccani (la parte tra <> è la pronuncia fonetica):
rétro ‹retró› agg. fr. [abbrev. di rétrospectif «retrospettivo»], invar. – Che si rifà al passato, ai decennî o ventennî precedenti, e quindi arretrato, invecchiato, datato e superato: stile r., arredamento volutamente r.; gusto, idee, mentalità rétro.

Uno spot con l’imbarazzante pronuncia:

Vino di uva alcolico

Qualche tempo fa circolava in TV la pubblicità di un sidro, la cui frase finale era: il sidro di mele alcolico.

Non trovo più da nessuna parte lo spot in questione e non posso linkarlo – credo l’abbiano aggiornato, giustamente, togliendo la parola alcolico. Del resto la specificazione è superflua, è come dire “vino alcolico”…

Potete cercarlo in rete e ne troverete traccia; per i più pigri ecco qui una testimonianza del fatto che non vi prendo in giro: http://www.beverfood.com/strongbow-gold-ritorna-in-tv-con-lo-spot-golden-explosion_zwd_20801/

Giochi e minor(at)i

Che si dica che il gioco è vietato ai minori di 18 anni, è semplicemente una cosa da minorati psichici.
L’essere umano fin da piccolo cresce, impara e sviluppa le proprie capacità in gran parte grazie al gioco.

Quel che si dovrebbe dire è “il gioco D’AZZARDO è vietato”. L’inglese in questo ci dà un grande insegnamento, perché ha due parole diverse: PLAY (giocare) e GAMBLE (giocare d’azzardo).

Qualche tempo fa era stata lanciata un’iniziativa a questo proposito che però è un po’ caduta nel dimenticatoio. Purtroppo, come molte cose giuste che andrebbero fatte. https://www.facebook.com/miazzardoadirlo/

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